Casual, sportivi, strappati, delavé, slim, bootcut… in 150 anni di storia il jeans ha attraversato tantissime mode, ognuna con i suoi effetti, le sue linee e i suoi abbinamenti. Ma quando nasce questo capo, così amato da rimanere insostituibile nel guardaroba maschile? Il termine “denim” ne chiarisce la provenienza: intorno al 1850 partivano da Genova navi cariche di tessuti prodotti a Nimes, in Francia, e diretti negli States dove venivano confezionati pantaloni da lavoro, pratici e resistenti. Erano già presenti le impunture e i bottoni che ancora oggi caratterizzano il jeans, ma dopo la Seconda Guerra Mondiale il cinema e la musica rock decretano il successo di questo indumento e la produzione inizia a declinarsi in diversi modelli adatti al tempo libero. Se negli anni ‘60 il jeans diventa la simbolica uniforme delle ribellioni studentesche, con i ‘70 le grandi firme della moda cominciano a trasformarlo in un must have dello stile casual, adatto ad uomini di ogni età e di ogni corporatura, fino ad estenderne l’utilizzo anche alle donne. Nonostante le origini “povere”, le linee semplici e poco pretenziose, i jeans si sono smarcati dall’idea di un look facile e informale e – in base alla qualità dei tessuti, ai modelli e alle finiture – hanno iniziato a farsi largo anche in occasioni più eleganti, fino ad approdare alle ultime tendenze della moda che ne valorizzano la capacità di adattarsi ad ogni stile e ad ogni contesto, compreso quello professionale. Perfetto con t-shirt e sneakers, ma anche in abbinamento a giacca e camicia, il denim non smette di rendersi protagonista del pret-a-porter, confermandosi anche per l’autunno/inverno  come il capo più cool dello urban style.